Donne e cybersecurity: crescono le nuove leve e alcune sfide
好的,我需要帮用户总结这篇文章的内容,控制在100字以内。首先,我仔细阅读了文章,发现主要讨论了意大利网络安全领域女性的现状。文章提到女性在该领域的参与度有所提高,但仍然存在性别差距。 接下来,我注意到文章引用了Women For Security的第三次调查结果,收集了154份回复。数据显示,女性在网络安全领域的教育水平较高,49%拥有学士学位,38%有硕士或更高学位。此外,女性在该领域的职业发展路径多样化,但同时也面临薪酬不平等和职业晋升缓慢的问题。 地理位置方面,伦巴第大区占41%,其次是拉齐奥和艾米利亚-罗马涅。这表明主要技术中心集中在这些地区。尽管女性在技术、法律、市场营销和项目管理等角色中的比例有所增加,但性别不平衡仍然存在。 最后,文章指出尽管女性在职业资格和角色上有所增长,但在薪酬、职业发展和工作与生活平衡方面仍面临挑战。因此,建议加强女性在网络安全领域的招聘和包容性。 综合以上信息,我需要将这些要点浓缩到100字以内,并确保内容准确且涵盖主要方面。 </think> 意大利网络安全领域女性参与度提升,但性别差距仍存。调查显示,女性专业素养高,职业角色多样,但面临薪酬不均、晋升缓慢及工作与生活平衡难题。 2026-4-14 14:47:21 Author: www.securityinfo.it(查看原文) 阅读量:2 收藏

Apr 14, 2026 In evidenza, News, RSS, Scenario


La cybersecurity italiana continua a crescere, ma la presenza femminile rimane ancora sottorappresentata, competenze e responsabilità siano in aumento. La terza survey della community Women For Security, basata su 154 risposte e 25 domande, evidenzia una realtà articolata: da un lato si vede comunità professionale femminile sempre più qualificata e strutturata, dall’altro criticità persistenti su carriera, retribuzione e inclusione.

I dati mostrano innanzitutto una presenza femminile non limitata alle nuove generazioni. La fascia d’età più rappresentata è quella tra i 26 e i 35 anni (33%), ma emerge anche una quota significativa tra i 36 e i 55 anni che ci ricorda che le donne non sono entrate ieri nel settore. Dal punto di vista geografico, la Lombardia raccoglie il 41% delle risposte, seguita da Lazio (15%) ed Emilia-Romagna (12%), a conferma della concentrazione delle opportunità cyber nei principali poli tecnologici del Paese.

Il livello di formazione risulta particolarmente elevato. Il 49% delle partecipanti possiede una laurea, mentre il 38% ha conseguito master o titoli post-laurea, evidenziando un profilo professionale altamente qualificato. La formazione continua rappresenta inoltre un elemento centrale: il 46% ha seguito percorsi finanziati dal datore di lavoro, mentre il 33% ha investito personalmente nella propria crescita professionale.

La survey evidenzia anche come i percorsi di ingresso nella cybersecurity siano spesso non lineari. Il 23% delle professioniste dichiara di essersi avvicinata al settore per interesse personale, dato raddoppiato rispetto al 2022, mentre il 21% vi è entrato per caso, contro il 10% della precedente rilevazione. Questo conferma la natura multidisciplinare della sicurezza informatica e la possibilità di accesso attraverso competenze eterogenee.

Sul fronte dell’esperienza, cresce la quota di professioniste con oltre dieci anni nel settore (22%), mentre il 26% ha tra cinque e dieci anni di attività. L’area tecnica resta la più rappresentata con il 27%, ma aumentano anche ruoli in ambito legal (11% contro il 5% nel 2022), marketing (11%), commerciale e presales (9%) e project management o divulgazione. Parallelamente, aumenta la presenza in aziende private (71% contro il 64%) e raddoppia la quota di imprenditrici (4% dal 2%). Crescono anche i ruoli di responsabilità, con le posizioni manageriali che passano dal 25% al 32% e quelle dirigenziali dal 5% all’11%.

Nonostante questi segnali positivi, la cybersecurity resta un ambiente a forte predominanza maschile. Il 24% delle partecipanti considera questo contesto una sfida stimolante, mentre il 30% lo ritiene ancora un problema da risolvere. Il 23% dichiara di non aver mai vissuto la predominanza maschile come una difficoltà, ma aumenta la quota di chi la percepisce come un ostacolo concreto, che passa dal 4% al 10% rispetto alla survey precedente. Nel complesso, il 60% afferma di avere con i colleghi uomini lo stesso rapporto che con le colleghe, segno di un clima generalmente collaborativo.

Le criticità più evidenti emergono però sul fronte economico e della carriera. Il 54% delle partecipanti ritiene di percepire uno stipendio inferiore rispetto ai colleghi uomini a parità di ruolo, mentre l’87% considera la propria progressione professionale più lenta, un dato in forte aumento rispetto al 39% del 2022. Anche le opportunità di crescita risultano percepite come inferiori dal 78% delle intervistate, contro il 40% della precedente rilevazione. A questo si aggiunge la difficoltà di conciliare lavoro e vita familiare, indicata dall’88% delle partecipanti, rispetto al 48% del 2022.

Nel complesso, la survey restituisce l’immagine di una comunità di professioniste sempre più qualificata, con ruoli in crescita e maggiore presenza nel mercato, ma che deve fare i conti con un gap significativo in termini di retribuzione, carriera e inclusione. Sebbene la parità di genere non sia ostacolata in questo ambito di carriere STEM, la grave carenza di personale che attanaglia il settore della cybersecurity consiglierebbe di spingere per un reclutamento più efficace tra le donne perché rappresentano una risorsa ancora ampiamente valorizzabile.



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