API sotto attacco: la sicurezza dell’AI passa dall’infrastruttura applicativa
好,我需要帮用户总结一篇文章,控制在100字以内。首先,看看用户给的文章内容。文章是关于Akamai发布的2026年报告,主要讨论了AI增长如何重新定义应用安全的优先级,特别是API成为主要攻击面。 接下来,文章提到攻击方式的演变,包括DDoS、API滥用和网络攻击的结合,形成多层攻击。还有数据增长,比如DDoS Layer 7攻击增长了104%,API攻击也显著增加。 另外,报告指出开发速度加快导致配置错误和漏洞增加。防御方面需要整合安全措施,包括API、应用和基础设施的可见性。 现在要总结这些内容,控制在100字以内。要涵盖AI对安全的影响、API作为攻击面、攻击方式的变化、数据增长以及防御建议。 可能的结构:AI推动应用安全变化,API成主要攻击点。报告指出DDoS、API滥用和网络攻击结合,导致多层攻击。数据表明相关攻击显著增加。开发速度加快导致漏洞增加。防御需整合安全措施。 现在组织语言:AI推动应用安全变化,API成主要攻击点。报告指出DDoS、API滥用和网络攻击结合,导致多层攻击。数据表明相关攻击显著增加。开发速度加快导致漏洞增加。防御需整合安全措施。 再精简一些:AI推动应用安全变化,API成主要攻击点。报告指出DDoS、API滥用和网络攻击结合,导致多层攻击显著增加。开发速度加快导致漏洞增加。防御需整合安全措施。 这样大概在100字左右。 </think> Akamai的2026年报告指出,人工智能的增长正在重新定义应用安全的优先级,API成为主要的攻击面。随着DDoS、API滥用和网络攻击的结合,形成了多层复杂攻击模式。数据显示相关威胁呈指数级增长,企业需整合安全措施以应对挑战。 2026-3-24 17:15:29 Author: www.securityinfo.it(查看原文) 阅读量:2 收藏

Mar 24, 2026 In evidenza, News, RSS, Scenario


Akamai ha appena rilasciato il suo report “2026 Apps, API, and DDoS State of the Internet” dove viene messo in evidenza come la crescita dell’intelligenza artificiale stia ridefinendo le priorità della sicurezza applicativa. Il punto centrale è che le API, diventate il tessuto connettivo dei sistemi AI, si stanno trasformando nella principale superficie di attacco per i cybercriminali.

L’evoluzione osservata non riguarda solo la sofisticazione tecnica, ma anche il modello operativo degli attaccanti. Le campagne sono sempre più industrializzate, automatizzate e progettate per scalare rapidamente, colpendo le infrastrutture critiche su cui si basa la trasformazione digitale delle imprese.

L’industrializzazione degli attacchi: API, web e DDoS convergono

Uno degli elementi più rilevanti del report riguarda la convergenza delle tecniche di attacco. Non si tratta più di singoli vettori isolati, ma di operazioni coordinate. Gli attacchi moderni combinano sistematicamente abuso delle API, compromissione delle applicazioni web e DDoS Layer 7, creando campagne multi-livello in grado di colpire contemporaneamente disponibilità, integrità e costi operativi delle piattaforme.

Questa evoluzione è strettamente legata alla diffusione dell’AI anche tra gli attaccanti. L’automazione basata su modelli intelligenti consente di rendere gli attacchi più economici, ripetibili e adattivi, abbassando la barriera d’ingresso e aumentando la frequenza delle operazioni malevole.

I numeri della minaccia: crescita esponenziale e impatto sistemico

I dati raccolti da Akamai evidenziano una crescita significativa su più dimensioni. Gli attacchi DDoS Layer 7 sono aumentati del 104% negli ultimi due anni, mentre le offensive contro le applicazioni web hanno registrato un incremento del 73% tra il 2023 e il 2025. Particolarmente significativo è il dato relativo alle API: l’87% delle aziende ha segnalato almeno un incidente di sicurezza nel 2025, indicando una diffusione capillare del problema. Parallelamente, il numero medio di attacchi API giornalieri è cresciuto del 113% dall’anno precedente.

L’adozione dell’intelligenza artificiale sta accelerando la proliferazione delle API che fungono da interfaccia tra modelli, dati e servizi aziendali. Proteggere i sistemi AI significa inevitabilmente proteggere le API che li alimentano, poiché ogni interazione tra modelli e infrastruttura passa attraverso questi endpoint. Questo crea una dipendenza diretta tra innovazione e rischio.

Il problema è aggravato dal fatto che molte organizzazioni continuano a trattare separatamente la sicurezza delle applicazioni e quella delle API. Questa separazione genera lacune di visibilità che gli attaccanti sfruttano come punto di ingresso unico verso sistemi complessi e interconnessi.

Una situazione “globale” che è aggravata, secondo il report, dal cosiddetto “vibe-coding”, lo sviluppo accelerato guidato anche da strumenti di AI. La velocità di sviluppo porta spesso a configurazioni errate e vulnerabilità che raggiungono l’ambiente di produzione senza adeguati test di sicurezza, aumentando la superficie esposta.

DDoS evoluti e botnet-as-a-service: l’infrastruttura degli attaccanti

Il report evidenzia anche l’evoluzione delle infrastrutture utilizzate per gli attacchi DDoS. L’aumento del 104% degli attacchi Layer 7 è alimentato dalla diffusione di servizi DDoS-for-hire e dall’uso di script automatizzati basati su AI.

Le botnet di nuova generazione, come Aisuru e Kimbolf, rappresentano l’evoluzione delle architetture Mirai e sono oggi alla base di ecosistemi DDoS-as-a-Service, accessibili sia a gruppi criminali che ad hacktivisti.

Hacktivismo e geopolitica: la pressione sulle infrastrutture digitali

Un altro elemento chiave è la crescita dell’attività hacktivista, spesso legata a tensioni geopolitiche. Questi attori utilizzano le stesse infrastrutture e tecniche dei gruppi criminali, ma con obiettivi diversi. Le campagne DDoS guidate da motivazioni politiche stanno diventando più frequenti e mirate, colpendo infrastrutture critiche e servizi pubblici, con impatti che vanno oltre il semplice downtime.

La combinazione tra hacktivismo e strumenti automatizzati crea scenari difficili da prevedere. La disponibilità di botnet a noleggio consente di orchestrare attacchi su larga scala in tempi ridotti, amplificando l’impatto mediatico e operativo.

Verso un nuovo modello di difesa: visibilità e integrazione

L’analisi di Akamai evidenzia come la sicurezza debba evolvere per rispondere a queste nuove dinamiche. La separazione tra domini di sicurezza non è più sostenibile. Le organizzazioni devono adottare un approccio integrato che unisca visibilità su API, applicazioni e infrastrutture, eliminando le zone d’ombra sfruttate dagli attaccanti, e garantendo un controllo continuo sulle superfici esposte. Inoltre, la crescente diffusione dell’agentic AI introduce nuove sfide. I sistemi autonomi amplificano la velocità e la complessità degli attacchi, richiedendo meccanismi di difesa altrettanto dinamici e adattivi.



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