Dalla lettura della strategia cyber di Trump siamo all’alba di una nuova era nel cyberspazio, riformulandolo come un “dominio militare” dominato dagli Stati Uniti. Questa è la sensazione.
Il Presidente americano intende prevedere “operazioni offensive” quale strumento standard di politica, distruggendo infrastrutture critiche straniere ove necessario da un lato e imponendo “norme americane” su internet globale, dall’altro.
I toni e i contenuti non lasciano mezzi termini. Ma andiamo con ordine.
Sei sono i pillar cioè i “pilastri politici” alla base di questa strategia cyber USA 2026 che guideranno l’attuazione e le misure ritenute di “successo” dal Presidente Trump.
L’esordio appare già bellicoso, si parla di “avversario” il cui comportamento deve essere modellato, partendo dal presupposto che cittadini, aziende e alleati americani non devono affrontare da soli “avversari militari, di intelligence e criminali sofisticati” nel cyberspazio.
Su questa leva Trump dichiara di implementare operazioni cyber difensive e offensive del governo degli Stati Uniti. In che modo? Liberando il settore privato grazie a incentivi volti a identificare e quindi interrompere le reti avversarie. L’obiettivo è quello di diventare sempre più una potenza che domina il mondo (di) internet.
La strategia di Trump è chiara: rilevare, affrontare e sconfiggere gli avversari informatici prima che questi violino le reti e i sistemi americani.
Per attuare questo, continua ancora Trump, “Contrasteremo la diffusione dello stato di sorveglianza e delle tecnologie autoritarie che monitorano e reprimono i cittadini”.
In pratica, deregolamentando, valendo la legge del più forte, sradicando le infrastrutture criminali; e aggiunge che “Difendere il cyberspazio e salvaguardare la libertà è uno sforzo collettivo: la distribuzione dei costi e delle responsabilità deve essere equa tra gli Stati Uniti e gli alleati che condividono i nostri valori democratici”.
Secondo pilastro: “promuovere la regolamentazione di buon senso”.
Il presidente Trump intende poi rendere la difesa informatica non come “una costosa lista di controllo” che ritarda preparazione/azione/risposta, ma come una controazione pronta, rapida resa possibile anche da una “semplificazione” normativa in materia di cyber security al fine di ridurre gli sforzi nella conformità, allineando Autorità di controllo e imprese.
L’intento è quello di creare un’agilità necessaria che tenga il passo con le minacce più evolute.
Terzo pilastro: “accelerare la modernizzazione, la difendibilità e la resilienza dei sistemi informativi” federali implementando le migliori pratiche di cyber security, come la crittografia post-quantistica, l’architettura zero-trust e la transizione al cloud.
Elevare l’importanza degli aspetti cyber è primario per Trump al centro della leadership governativa, grazie all’uso delle tecnologie migliori, più evolute e sofisticate.
Team di livello saranno chiamati a “testare e cercare costantemente attori malevoli” sulle reti federali/americane. Priorità viene data alla sicurezza e alla resilienza dei Sistemi di Sicurezza Nazionale, i quali sostengono imprese militari, di intelligence e civili.
Soluzioni di cyber security basate sull’AI dovranno essere senz’altro adottate al fine di difendere le reti federali, scoraggiando intrusioni malevole su larga scala.
Tutto il Governo americano dovrà porsi come obiettivo quello di modernizzare e creare processi di appalto competitivi, rimuovendo barriere in ingresso sì da poter acquistare e utilizzare tecnologie di frontiera.
Quarto pilastro: rafforzamento delle infrastrutture critiche americane mettendo in sicurezza catene di approvvigionamento, incluse le infrastrutture critiche per la difesa e i fornitori adiacenti, aziende private, reti e servizi (come la rete energetica, i sistemi finanziari e di telecomunicazione, i data center, le utility idriche e gli ospedali), a tutela e rafforzamento della supply chain, però tutta all’americana.
Quinto pilastro: garantire l’innovazione americana, mantenendo la supremazia delle tecnologie critiche ed emergenti. Ciò per via della costruzione di tecnologie sicure e catene di approvvigionamento a prova di privacy degli utenti dalla progettazione alla implementazione.
Spiccano le cripto-valute e le tecnologie di blockchain, grazie all’adozione di crittografia post-quantistica e del calcolo quantistico sicuro che Trump intende promuovere.
Così come in materia di AI il Presidente degli Stati Uniti intende implementare rapidamente strumenti informatici di ultimissima generazione poiché nutriti/istruiti da sistemi di AI al fine di “rilevare, deviare e ingannare gli attori della minaccia”, anche grazie all’adozione e promozione dell’AI agentic affinché l’America riesca a “scalare” in modo sicuro la difesa e la disruption della rete.
Ancora, Trump intende, attraverso la cyber diplomazia, garantire l’AI generativa, promuovendo l’innovazione e la stabilità globale, mettendo in sicurezza i dati, le infrastrutture e i modelli che sostengono la leadership statunitense nell’AI.
Piattaforme di AI straniere che censurino, sorveglino e fuorviino gli utenti saranno denunciate e non diffuse negli Stati Uniti.
Sesto e ultimo pilastro: “sviluppare talento e capacità”. Al di là dello slogan, il presidente Trump, nel documento in parola, definisce la forza lavoro americana in tale ambito come una “risorsa strategica che protegge il popolo americano, la patria e lo stile di vita americano“.
Di qui, lauti investimenti, essenziali per la prosperità e la sicurezza economica dell’intera America.
Anche da questo documento notiamo un Trump deciso e determinato nella sua strategia cyber che non lascia dubbi: “la nostra determinazione è assoluta. Agiremo in modo rapido, deliberato e proattivo per disabilitare le minacce informatiche all’America”.
E poi aggiunge: “Interrompendo le campagne informatiche degli avversari e rendendo le nostre reti più difendibili e resilienti, scateneremo l’innovazione, accelereremo la crescita economica e garantiremo il dominio tecnologico americano”.
La sicurezza è alla base dell’innovazione, e modernizzando i sistemi informativi americani affinché le vecchie infrastrutture non soffochino l’innovazione, l’America potrà interagire a livello internazionale attraverso diplomazia, commercio e operazioni per garantire che norme e standard riflettano i valori statunitensi, spesso un passo avanti rispetto al resto del mondo.