L’esecuzione dell’Operazione Absolute Resolve, avvenuta nelle prime ore del 3 gennaio 2026 con la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della first lady Cilia Flores, rappresenta un punto di flesso nella storia militare contemporanea e nella dottrina di proiezione della forza degli Usa nell’emisfero occidentale.
Non si è trattato semplicemente di un raid delle forze speciali né di una campagna aerea convenzionale.
L’operazione statunitense si configura come l’esempio più sofisticato e integrato di multi-domain operation (MDO) mai eseguito contro un attore statale dotato di capacità anti-access/area denial (A2/AD) di livello peer o near-peer.
L’evento trascende la mera cronaca politica del cambio di regime. Infatti costituisce un caso studio operativo sulla convergenza cinetica e non-cinetica: la fusione sincronizzata di Humint per la penetrazione della cerchia interna, Sigint per la fissazione del bersaglio, cyber warfare offensiva per la paralisi infrastrutturale, e EW per la soppressione dello scudo difensivo russo- venezuelano.
Ecco come si abbatte un regime, fra una battaglia elettronica nei cieli e una guerra silenziosa ma devastante nel dominio cibernetico e spaziale.
Per comprendere la dinamica dell’attacco del 3 gennaio, è imperativo analizzare la lunga fase di preparazione del campo di battaglia IPB condotta sotto l’egida dell’operazione “Southern Spear”.
Avviata nell’agosto 2025, questa operazione ha fornito la copertura operativa e logistica necessaria per posizionare asset strategici nel teatro caraibico senza innescare una mobilitazione totale delle Fanb, le forze armate venezuelane
Sotto la facciata di operazioni counternarcotics, il Comando Meridionale degli Usa SouthCom ha orchestrato un dispiegamento di forze senza precedenti.
La narrazione ufficiale, focalizzata sull’interdizione dei flussi di droga, ha permesso di giustificare la presenza di piattaforme di intelligence e attacco ad alta capacità a ridosso delle acque territorialivenezuelane.
Particolare rilevanza assume il ruolo della M/V Ocean Trader, una nave di supporto per operazioni speciali convertita da un traghetto Ro-Ro.
La sua presenza, spesso oscurata dai grandi gruppi da battaglia, ha fornito una piattaforma discreta (Afloat Forward Staging Base) capace di ospitare elicotteri e operatori Delta/Devgru al di fuori del raggio visivo della costa, riducendo
i tempi di volo per l’inserzione finale su Caracas.
Nel corso dell’autunno 2025, le forze Usa hanno condotto una serie di strike cinetici contro imbarcazioni sospettate di narcotraffico e, in dicembre, hanno iniziato a sequestrare petroliere venezuelane.
Tatticamente, queste azioni hanno servito un duplice scopo:
L’incriminazione di Maduro e Cilia Flores per narco-terrorismo presso il Distretto Meridionale di New York, unita alla designazione del Cartello dei Soli come organizzazione terroristica straniera, ha fornito la cornice giuridica per l’operazione.
In termini di dottrina militare, questa classificazione ha trasformato il vertice dello stato venezuelano da leadership politica – pertanto protetta da immunità sovrana consuetudinaria – a High-Value Target all’interno di un paradigma antiterrorismo.
Questo slittamento semantico e legale ha permesso l’autorizzazione di regole d’ingaggio più permissive, tipiche delle operazioni dirette contro reti terroristiche non statali, bypassando parzialmente le complessità di una dichiarazione di guerra formale.
Per comprendere la magnitudo tecnica dell’Operazione Absolute Resolve, è necessario valutare ciò che le forze USA hanno dovuto superare.
Il Venezuela, grazie a massicci investimenti nell’era Chávez e primi anni Maduro, aveva costruito il sistema di Difesa Aerea Integrata più denso e sofisticato dell’America Latina, basato quasi esclusivamente su hardware russo e cinese.
Il perno della difesa aerea strategica venezuelana era costituito dai battaglioni di S-300VM (nome in codice NATO: SA-23 Gladiator/Giant).
A differenza della serie S-300P (ottimizzata per la difesa punto/area statica), la versione “V” (Voyska) è progettata per le forze di terra, montata su scafi cingolati MT-T per un’elevata mobilità.
A protezione dei siti S-300 e delle infrastrutture critiche (come il palazzo di Miraflores e Fuerte Tiuna), il Venezuela schierava il sistema Buk-M2E (SA-17 Grizzly):
La rete era integrata da radar di allerta precoce di fabbricazione cinese (come i modelli JY-27A VHF), teoricamente capaci di rilevare velivoli stealth a grandi distanze sfruttando lunghezze d’onda metriche, sebbene con scarsa precisione di tracciamento.
Questa ridondanza multi-spettrale era progettata specificamente per negare la supremazia aerea statunitense.
La domanda cruciale è caèire come abbia fatto una forza d’attacco a penetrare questa bolla A2/AD e atterrare nel cuore di Caracas senza subire perdite. La risposta risiede nell’integrazione di guerra elettronica, cyber e saturazione cinetica.
La neutralizzazione dell’IADS venezuelano non è avvenuta attraverso una guerra di attrito aerea, ma tramite una sofisticata campagna di “suppression of enemy air defenses and destruction of enemy air defenses”.
Nelle ore precedenti il raid, sei velivoli EA-18G Growler della US Navy sono stati rischierati a Roosevelt Roads, Porto Rico.
Questi velivoli sono la punta di lancia della guerra elettronica tattica statunitense:
Un componente critico della strategia è stato l’uso massiccio dell’ADM-160 MALD (Miniature Air-Launched Decoy):
Una volta che i radar venezuelani si sono “illuminati” per ingaggiare i falsi bersagli (MALD), sono stati immediatamente colpiti dai missili antiradiazione AGM-88G AARGM-ER (Advanced Anti-Radiation Guided Missile – Extended Range):
Mentre la battaglia elettronica infuriava nei cieli, una guerra silenziosa ma devastante si combatteva nel dominio cibernetico e spaziale.
Intorno alle 02:00 locali, Caracas è precipitata nell’oscurità totale. Sebbene in passato siano state usate bombe alla grafite (che disperdono filamenti conduttivi per cortocircuitare le sottostazioni), le dichiarazioni del Presidente Trump puntano verso un attacco informatico offensivo condotto dallo US Cyber Command (USCYBERCOM):
Lo US Space Command ha giocato un ruolo chiave nella protezione della forza blu e nella degradazione della forza rossa attraverso tecniche di Navigation Warfare (NavWar):
Nessuna tecnologia, per quanto avanzata, può sostituire l’accesso fisico garantito da una fonte umana ben piazzata.
La precisione del raid su Fuerte Tiuna suggerisce una penetrazione profonda
dell’intelligence venezuelana e della cerchia ristretta di Maduro.
Le agenzie di intelligence statunitensi (CIA/DIA) avevano sviluppato un’analisi dettagliata del “pattern-of-life” di Maduro, includendo dettagli intimi come le sue abitudini alimentari e i protocolli di sonno:
La storia recente del Venezuela è costellata di defezioni di alto livello. Il caso del Generale Manuel Cristopher Figuera, ex capo del SEBIN che disertò nel 2019, dimostra che anche i vertici dell’apparato repressivo sono suscettibili di reclutamento.
La taglia di 15 milioni di dollari (elevata a 50 milioni secondo alcune fonti non ufficiali citate nei media) sulla testa di Maduro ha agito come un potente incentivo per il tradimento.
È altamente probabile che elementi della Guardia d’Onore Presidenziale o ufficiali disaffezionati abbiano fornito le coordinate in tempo reale del Presidente all’interno del vasto complesso di Fuerte Tiuna.
Un aspetto cruciale è il comportamento del Ministro della Difesa, Vladimir Padrino López. Dopo un singolo video di condanna dell’attacco, Padrino è scomparso dalla scena pubblica durante le ore critiche del raid, per poi riapparire solo a cose fatte.
La mancanza di una risposta militare coordinata e massiccia da parte delle FANB, nonostante l’invasione dello spazio aereo e la cattura del Comandante in capo, suggerisce che Padrino López e l’alto comando militare potrebbero aver negoziato una non-interferenza in cambio della propria sopravvivenza politica o dell’immunità.
Questa dinamica ricorda le negoziazioni segrete fallite durante l’Operazione Gideon nel 2020, ma questa volta eseguite con successo. La paralisi della catena di comando è stata tanto letale quanto i missili antiradiazione.
Mentre la HUMINT forniva il contesto, la SIGINT ha fornito la localizzazione dinamica.
L’infrastruttura di telecomunicazioni del Venezuela, sebbene modernizzata con aiuto cinese, presenta vulnerabilità strutturali.
Gran parte del traffico internet sudamericano transita attraverso nodi in Florida, offrendo alla National Security Agency (NSA) un vantaggio strategico di intercettazione.
Il culmine dell’operazione è stato affidata al Tier 1 delle forze speciali statunitensi: il 1st Special Forces Operational Detachment-Delta (Delta Force), supportato dal 160th Special Operations Aviation Regiment (SOAR Night Stalkers).
L’inserzione è avvenuta tramite elicotteri MH-60M Black Hawk e MH-47G Chinook pesantemente modificati:
Il raid è scattato intorno alle 02:00 ora locale. Maduro, allertato dalle esplosioni in città, ha tentato di rifugiarsi in una panic room dotata di porta blindata in acciaio:
L’intero time on target è stato inferiore ai 30 minuti. Maduro e Flores sono stati imbarcati sugli elicotteri e trasportati sulla USS Iwo Jima, per poi essere trasferiti su un velivolo ad ala fissa diretto a New York.
Il dato tecnico più rilevante che emerge da Absolute Resolve è la vulnerabilità dei sistemi diì difesa aerea russi di fronte a un attacco occidentale integrato. Mosca aveva promosso l’S-300VM come uno scudo impenetrabile, capace di scoraggiare l’intervento Usa.
Il suo fallimento totale in Venezuela invia un segnale devastante ai clienti dell’industria bellica russa (Iran, Cina, India).
La reazione della Russia si è limitata alla condanna verbale, evidenziando l’incapacità di Mosca di proiettare forza o protezione reale nel cortile di casa degli Stati Uniti, nonostante anni di supporto logistico e tecnico al regime chavista.
L’Operazione dimostra che nel moderno campo di battaglia multi-dominio non esistono santuari sicuri.
La fortificazione fisica di Fuerte Tiuna è irrilevante se l’attaccante controlla lo spettro elettromagnetico, domina il cyberspazio e possiede le chiavi umane per aprire le porte dall’interno.
La cattura di Maduro ristabilisce, in termini brutali ma efficaci, la credibilità della coercizione militare statunitense nell’emisfero, segnando il ritorno a una dottrina Monroe dove la sovranità nazionale è subordinata agli imperativi di sicurezza o interessi della potenza egemone, legittimata da strumenti di lawfare come le incriminazioni per narco-terrorismo.
Il take way è chiaro: la sopravvivenza di un regime non dipende più solo dalla fedeltà delle truppe o dallo spessore delle mura, ma dalla resilienza delle sue reti digitali, dalla sicurezza delle sue emissioni e, soprattutto, dalla lealtà impenetrabile della sua cerchia più intima, tre domini in cui il chavismo ha fallito catastroficamente il 3 gennaio 2026.